Il ritorno del vinile

Sembra incredibile, ma in piena era digitale, stiamo assistendo al ritorno di un supporto musicale dato per morto diverse volte: il vinile.

Si il caro vecchio LP che a dispetto di cd, itunes, spotify e quant’altro, torna nelle statistiche di vendita con aumenti a doppia cifra.

A crescere è il mercato del nuovo, specialmente in ambito rock, con artisti che pubblicano anche in lp i propri lavori, e statistiche di vendita che parlano di un aumento del 30% nel 2016 rispetto all’anno precedente

Anche il mercato dell’usato riscuote molto successo, non a caso uno dei prodotti più cercati e venduti su eBay è proprio il disco in vinile.

In realtà il vinile non è mai scomparso, relegato in un angolo, amato dai fan del metal ha resistito fino ad oggi aspettando che il suo più diretto rivale, il cd entrasse in crisi. Si perchè a pensarci bene il cd oltre al vinile, aveva preso il posto della musicassetta ed oggi la musica in mobilità è declinata in mp3 e streaming. L’ascolto in casa quindi può riappropriarsi dei riti e dei ritmi di un tempo.

Ritorno al passato dunque, con un ascolto che si fa meno portatile e più privato, ma spiegare a mia figlia di 9 anni il fascino di un Lp non è stato semplice: incredula quando le ho detto che una volta gli mp3 non esistevano, non riusciva a capire perchè ascoltando il disco si sentivano degli strani crepitii.

Minidisc: il successore della musicassetta.

Minidisc Sony

Minidisc

Doveva sostitituire la musicassetta, ma è stato sorpassato dai cd registrabili prima e dall’mp3 poi. In un presente fatto di penne usb questo vecchio supporto magneto/ottico si è ammantato di quel fascino new-retrò che colpisce alcuni nostalgici geek.

Un po’ di storia: siamo nel 1992, a quei tempi per portarti dietro della musica dovevi riversare il tuo lp o cd su musicassetta. La qualità era inferiore soprattutto per chi non poteva permettersi le blasonate e costose cassette al metal/cromo. Sony lanciò quindi il minidisc e l’idea era senz’altro ottima: qualità pari al cd (la compressione era minima) e trasportabilità pari alla musicassetta. Il mercato però non premiò questa soluzione (nè tantomeno la concorrente DCC della Philis) i minidisc erano costosi e non ebbero quell’appoggio che ebbe ad esempio il cd. Il cd inoltre poteva contare sulla diffusione del nuovo elettrodomestico presente negli anni seguenti in ogni casa: il computer. Sony ha ufficialmente terminato la produzione nel 2013, la musica liquida è diventata talmente comoda da rendere obsoleta ogni altra teconologia musicale.

Sony minidisc MZ-R501

Sony minidisc MZ-R501

Ho sempre desiderato avere un lettore minidisc e così pochi giorni fa ho comprato su ebay il modello che vedete qui a fianco. Si tratta del modello MZ-R501 il cui anno di uscita sul mercato è il 2002.

Il funzionamento è perfetto, la qualità audio ottima. Riversare il contenuo dei cd/lp è un’operazione che sa di nostalgia: bisogna collegare il minidisc al lettore cd, far partire il cd e contemporaneamente il minidisc. Solo finito l’intero album ci si può portare via la musica. Altri tempi, altro modo di fruire della musica. Operazione nostalgia riuscita.

L’ ultima evoluzione del minidisc è stata, nel 2004, l’introduzione di una serie di modelli denominati Hi-MD. I nuovi Hi-MD avevano un capacità di 1GB (contro i 305MB del vecchio standard) e oltre ad immagazzinare musica potevano essere collegati al pc per trasferire altre tipologie di dati. (dati forniti da Wikipedia).

Mentre si assiste ad un ritorno del vinile come supporto audio, il minidisc sembra definitivamente morto come tecnologia, anche se Neo, il protagonista di Matrix, lo usa come supporto per i suoi clienti.

Matrix minidisc

Matrix

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