Archeologia informatica 1

Prendo spunto dalla EXPO elettronica, per parlare un po’ di informatica vintage.pc 386_cr

Ricordo il primo personal computer 80386 su cui misi le mani: apparteneva a mio cognato medico che, verso il 1993 si era interessato ai personal computer. Il sistema operativo era Windows 3.1 ( anche se definirlo sistema operativo non è propriamente corretto dato che si trattava di un ambiente operativo grafico, installato sopra il DOS) e per quei tempi era comunque un passo avanti incredibile rispetto alla interfaccia a caratteri.

Mio cognato passò poi ad un 80486 ed infine ad un pentium. Eravamo ormai nel pieno della stagione di Windows 95 ed i processori uscivano sul mercato sempre più frequentemente. Gli hard disk dell’epoca avevano tagli di 2,1GB. Le sigle delle schede audio e video avevano nomi oramai scomparsi dal mercato. Erano anni, quelli, in cui non esistevano le penne usb, i masterizzatori erano ancora lontani da venire ed i files si scambiavano tramite i floppy.

La nostra realtà locale vide allora, accanto ai negozi storici e da anni in attività, un fiorire di nuove realtà commerciali. Alcuni erano appassionati, altri un po’ improvvisati.
Il fenomeno durò qualche anno, poi la concorrenza al prezzo più basso e, in certi casi, la poca professionalità, portarono alla chiusura dei negozi più deboli. Sono rimasti quelli che hanno saputo adattarsi al mercato, rivolgendosi al pubblico ed al privato, diversificando l’offerta e creandosi un’ ampia clientela.

 

Fiera dell’elettronica

Si è da poco svolta (6/7 ottobre) la fiera dell’elettronica edizione di Rimini.

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Anche quest’anno continua il trend delle ultime edizioni, che vedevano sempre meno espositori con poche novità. L’affluenza, a dire il vero, è stata notevole, ma il clima delle vecchie fiere sembra ormai perduto.

Le fiere dell’elettronica, per chi le frequentava una decina di anni fa, erano un’ottima occasione per cercare hardware usato a basso costo. Ricordo bene i sacchetti di “pattume informatico” che portavamo a casa nella speranza di rimediare qualcosa di utile e soprattutto funzionante. Col passare degli anni i rigattieri informatici sono spariti lasciando il posto ad altre realtà che spesso hanno poco o nulla a che fare con l’elettronica. Così anche in questa edizione è stato un fiorire di cover per cellulari e tablet, elicotteri giocattolo con annesse videocamere per filmati volanti (qualche esempio si può trovare anche su youtube). La vendita di padelle antiaderenti non si capisce come possa inserirsi in una expo del genere, ma forse il fine era di interessare le compagne dei visitatori.

Degni di nota gli appuntamenti di pillole informatiche organizzate dal CESCOT di Rimini e come sempre erano presenti gli inossidabili amici del Riminilug, pronti a mostrare come Linux sia un sistema operativo maturo anche per l’uso desktop.Prezzo di ingresso 7 euro che scendono a 5 tramite lo sconto scaricabile dal sito della manifestazione.

Prossimi appuntamenti dalle nostre parti con le Expo Elettronica il 19 ottobre a Faenza ed il 7 dicembre a Forlì.